Un impianto dentale di norma dura dai 15 ai 20 anni, accompagnando il paziente per buona parte della vita. A volte, però, un impianto può fallire. In questo articolo indagheremo le principali cause di fallimento dell’impianto dentale e vedremo come evitare che ciò accada.
Perché non ha senso parlare di rigetto di un impianto dentale?
In materia di implantologia dentale, ti sarà capitato di sentire dire da qualcuno che: “l’impianto è fallito per via di un rigetto”. In realtà, parlare di rigetto di un impianto non è un termine corretto, perché non si tratta di materiale organico che il nostro corpo può non riconoscere e aggredire come estraneo, ma di una radice in titanio inserita nell’osso mascellare o mandibolare. (Per approfondire meglio cosa sia l’impianto dentale e perché è diverso da una protesi mobile, ti consigliamo di leggere qui, ne abbiamo parlato meglio).
Ma allora perché può verificarsi il fallimento di un impianto dentale?
Sebbene il successo di questo intervento sia al 97%, può capitare che l’impianto non attecchisca. Il processo di osteo-integrazione non si compie in maniera corretta e l’impianto può non riuscire. Questo può accedere in due diversi momenti:
- nei primi 3/4 mesi dall’intervento, si parla allora di mancata integrazione precoce
- dopo 4 mesi dall’intervento, si parla allora di mancata integrazione tardiva.
Vediamole meglio nei prossimi paragrafi.
Integrazione precoce dell’impianto, quando non si verifica e perché.
I primi mesi successivi all’intervento sono molto delicati; è in questi 3/4 mesi che si verificano i casi più frequenti di mancata osteo-integrazione. A volte il motivo va ricercato in una scarsa attenzione da parte del paziente nella manutenzione dell’impianto. Ecco perché è molto importante seguire le direttive del proprio Dentista. In questo caso le principali cause possono essere:
- igiene orale scarsa o effettuata nel modo sbagliato; soprattutto all’inizio occorre fare attenzione a non spazzolare con troppa energia la parte lesa
- stile di vita non sano; fumare o bere molto può alterare il flusso sanguigno nella bocca, impedendo un corretto attecchimento dell’impianto nell’osso mandibolare
- infezioni come la perimplantite; possono verificarsi se non hai assunto gli antibiotici secondo le istruzioni del medico
- masticazione aggressiva; non occorre sovraccaricare l’impianto in modo anomalo, ecco perché nei primi mesi è meglio evitare di mangiare cibi troppo duri e croccanti.
In altri casi, l’osteo-integrazione può non verificarsi per via di patologie o altri fattori non strettamente legati a una tua azione scorretta. Uno di questi ha a che vedere con una scarsa qualità ossea. Avere un tessuto osseo qualitativamente sano è una condizione necessaria affinché l’impianto dentale si leghi per bene. Se, invece, il tessuto è troppo morbido, il legame potrebbe non verificarsi mai. È molto importante rivolgersi a dentisti competenti ed esperti per poter discutere di tutte le possibilità.
Mancata integrazione tardiva e invecchiamento, come determinano il fallimento di un impianto dentale.
Quando gli impianti cominciano a essere instabili dopo i primi 3/4 mesi dall’intervento, si parla di mancata integrazione tardiva. Capita infatti che alcuni pazienti perdano i propri impianti dopo molti anni dall’intervento chirurgico. Anche in questo caso, il fallimento a scoppio ritardato può avere nella perimplantite il suo colpevole, un’infiammazione cronica che aggredisce i tessuti attorno all’impianto. Come accorgersi se hai questa infezione?
Se percepisci qualcosa di strano, per esempio: provi dolore quando mastichi, il gonfiore anomalo persiste, le tue gengive sanguinano di frequente o se senti l’impianto muoversi.
Ma un’altra causa di perdita può essere molto più naturale: l’invecchiamento.
L’invecchiamento
Ogni anno, ognuno di noi perde in media 1/2 decimillimetri di osso in bocca. Ciò dipende dal naturale processo di invecchiamento, che non risparmia neanche l’osso che sostiene i tuoi impianti. Dopo tanti anni, i tessuti possono riassorbirsi a tal punto che le radici in titanio non riescono più a sopportare la masticazione. Quindi, in questo caso non si può parlare di fallimento implantare vero e proprio, ma di naturale evoluzione degli eventi. Ecco perché anche gli impianti dentali hanno un loro ciclo vitale che si compie in 15/20 anni circa.
Cosa fare per evitare di perdere il tuo impianto dentale.
La strategia vincente è la prevenzione. Seguire le indicazioni del tuo Dentista sia prima che dopo l’intervento può rivelarsi fondamentale per la riuscita dell’impianto dentale.
Al Centro Odontoiatrico Figura rimaniamo al tuo fianco durante tutte le delicate fasi, suggerendoti le strategie migliori per rientrare in quel 97% di successo. Igiene orale professionale, check e visite periodiche nei nostri centri, e manutenzione casalinga fanno davvero la differenza. È necessario rivolgerti a veri esperti che adattano i trattamenti a ogni caso specifico.
Conclusione.
L’implantologia dentale ha un forte tasso di successo, pari al 97%. Non svolgendo una corretta igiene orale o abbracciando uno stile di vita insalubre, potresti rischiare di perdere il tuo impianto dentale. Se sospetti una mancata osteo-integrazione e noti dei sintomi strani anche oltre il postoperatorio, non esitare a prenotare la tua visita e di chiedere un consulto medico. Trovi tutti i riferimenti del Centro Odontoiatrico Figura a questo link: https://dentistifigura.it/contatti/.
Domande frequenti:
- Quando è necessario cambiare l’impianto dentale?
Se il tuo impianto è attecchito correttamente all’osso, non esistono motivi validi per doverlo sostituire. Togliere un impianto è una procedura delicata, per cui occorre procedere solo in caso di fallimento. In condizioni normali un buon impianto dentale può durare anche oltre i 20 anni.
- È possibile sostituirlo?
Se l’osso mandibolare è in condizioni sane, l’impianto dentale può essere sostituito. In ogni caso, prima di sostituire il vecchio impianto dentale con uno nuovo è necessario valutare la quantità di osso a disposizione per garantire il successo dell’intervento. Se l’osso non è sufficiente, allora si ricorre a manovre di rigenerazione ossea.
- Come si sostituisce l’impianto dentale?
L’intervento si esegue sotto anestesia locale e consiste nel rimuovere la corona, nell’estrarre il moncone e infine nel togliere l’impianto. I sintomi del postoperatorio sono simili a quelli che si hanno in seguito all’estrazione di un dente.




